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notte

 

Un’altra notte di sogni confusi, agitati, come i rami mossi dal vento. Un altro risveglio, segnato dal battito affannato del cuore, nel silenzio di quella casa addormentata. Aveva creduto di aver spazzato ogni residuo, di aver fatto abbastanza silenzio affinchè anche l’ultimo ricordo fosse, se non cancellato almeno reso muto. Invece no. Lo stomaco aveva ripreso a far male e l’aria a morire nei polmoni. Aveva imparato che non avrebbe potuto cambiare troppo le cose. Come l’ombra che resta su un muro dove un tempo c’era stato un quadro, anche lei avrebbe continuato a portare quell’ombra dentro di sé per sempre… era così, e intanto fuori cominciava ad essere giorno…

Pubblicato il 8/1/2012 alle 23.41 nella rubrica Diario.

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